Angolo
dei commenti:
Maurizio,
chitarrista-polistrumentista, dice del concerto del 25.2.2011:
"Esagera,
Nik, esagera: Peaches, il karut-rock, cenerentola-cicciolina, i manga,
il synth-pop, le tokio-girls, lo zucchero filato rosa e marylin manson,
pop-porno..per me la vostra direzione amplifire deve essere questa!"
Autori
vari, in merito al videoclip
di Monstry che rielabora "a word about you":
"hahah!
che carino hahahhahahah! come stai maghetto?" "urca ma tu
sei tutto matto !!! che storia" "ipnotico ...molto ipnotico"
"???? Bello! Ma... spiega..."
Impressioni
di giugno (dichiarazione d’intenti 2011 di Nik)
Avere
a disposizione un sito web consente di esplicitare vari concetti, come
questi che seguono: mi capita di passare giorni, settimane ad entusiasmarmi
x quello che stò facendo, per poi demoralizzarmi, sentire friabile
il terreno che mi si sbriciola sotto i piedi, sentirmi un povero illuso.
Parlo del mio recente progetto musicale, basato su modalità che
ho già spesso frequentato, pur se non esattamente in questa maniera.
Utilizzo software per fabbricare musica programmata. allocata dentro
ai computer e addizionata di interventi cantati e suonati, caratteristiche
che non costituiscono forma immutabile del progetto e non pongono limiti
o impoverimenti all'ispirazione musicale. Il progetto vive di una dimensione
casalinga, ma non solo, il che mi porta a traslocare in sala prove intricati
apparecchi da connettere fra loro ed ingombranti amplificatori, per
rendere "vero" ciò a cui sto lavorando. Le modalità
operative che sto descrivendo mi gravano del "peso" di molto
lavoro preliminare ma, d’altro canto, mi concedono la "soddisfazione"
dell'aver ideato e creato qualcosa che vorrei sia "bello".
Ecco un nodo: cosa fare del mio concetto di bello in musica?
In realtà, io voglio condividere queste “bellezze"
col pubblico, voglio pubblicare la mia idea di bello e, prima ancora,
condividerla con chi collabora con me nel progetto in corso. Sembra
una ovvietà ma, sul tema della condivisione di intenti, raramente
c’è convergenza: spesso, nei gruppi musicali, non si raggiunge
questo obiettivo, che rappresenta il terreno nel quale crescono germogli
che solo in un secondo tempo arriveranno a palesarsi al pubblico.
Produco brani programmandone le basi, ma non per farne un karaoke ove
si appoggi una bella voce: il lavoro da svolgere è suonare live
e comporre ed autoprodurre la nostra musica. In Amplifire gli elementi
sonori in gioco sono tre:
una Voce live; una Chitarra live (che è la "mia voce"):
ambedue elementi che danno espressività, vitalità, estemporaneità
alla performance, e che si appoggiano sul terzo elemento, il "Gruppo
virtuale" che non vuol essere un impasto impreciso e nemmeno un
bisbiglìo lontano...
Ecco ciò che voglio portare "live" e che spero sempre
di condividere all'interno della formazione, che finora è stata
costituita da me, Nik alla chitarra, da Valerock, una giovane ma esperta
cantante animata da curiosità e stilisticamente versatile, e
dall’apporto di Sonia, scrittrice di testi oltre ad altre che
vocalist hanno collaborato alle registrazioni dei brani. La base pre-programmata
in realtà è " il gruppo" da azionare dal vivo,
malgrado talvolta ciò comporti talvolta il “distrarsi”
nel gestire le basi live e non riuscire a concentrarsi appieno sull’esecuzione.
La musica della base dal vivo deve suonare come una band, con il volume
e la pressione sonora di una band, con le dinamiche timbriche di una
band, col vantaggio che è possibile anche arrivare ad esibirsi
al volume di una radio, qualora lo si reputi necessario.
E come risulta il tutto? Il genere è “Rock con ritmiche
elettroniche, interventi sintetici e campionamenti vari". Per me,
"dissonante" non è un difetto: nel jazz per dire, le
note settime, none, seste etc sono definite "dissonanze" e
danno colore, ricchezza, spessore ai brani. Senza voler fare paragoni
troppo altisonanti, a me piace fare brani semplici e melodici, ma non
solo, amo consonanze e dissonanze, suoni dolci e distorsioni , forti
e piano, atmosfere drammatiche ma anche leggere, tensione e risoluzione
(con forse una predilezione per la tensione..;-)
Infine, occorre mettersi alla prova per tirare le somme del proprio
operato: ogni nuovo progetto è una "prima volta" e
bisogna studiare l'effetto che fà. Per esempio, può capitare
di partecipare ad un concerto collettivo un po' improvvisato ed essere
sostituiti sul palco dopo aver suonato solo due pezzi: stare "a
disposizione" di un evento e non fare neanche in tempo a iniziare
che già è finita. A molti, ciò non ad esalterebbe
sicuramente! In tali situazioni, sembra di non riuscire a trasmettere
al pubblico l'entusiasmo, fà brutto suonare con un suono di chitarra
orribile, senza sentire la base e senza sentire ciò che si canta
o si suona.... si può decidere che così non và,
che una cosa così non la si fà più. In realtà,
anche queste esperienze servono ad evolvere il progetto: di sicuro un
punto a favore di simili partecipazioni, oltre ad esserci stati, è
collezionare altre belle foto live...:-)
Nella realizzazione dei brani attuo sovente aggiustamenti in corso d'opera...ad
esempio, un giorno ho inserito una variante in “Supereroi”
nata dal mio reiterato ascolto del brano sull’iPod: l’impressione
era che vi mancasse qualcosa. Suonandoci sopra, mi è uscita "a
sorpresa" quella che per me è una citazione di un vecchio
gruppo, che oggi non esiste più: i Big Country. Incredibile!
Ho sempre amato gli incroci di chitarre del loro stile, ed ora ecco
che "a caso" scopro che posso rivitalizzare un brano in questo
modo.
Questo "interessante" aneddoto serve x dire che i brani Amplifire
contengono quelle scelte e quelle idee, quelle suggestioni, quelle citazioni
più o meno esplicite a generi ed artisti. Ed io voglio "pubblicare"
tutto ciò. Il repertorio di Amplifire è costituito sia
di alcune cover “selezionate”, volte a tributare, rivisitandoli,
brani di alcuni autori “classici” della musica degli ultimi
decenni, sia di pezzi originali dove l’opera di scrittura dei
testi è stata affidata ad una valida cantante/autrice, Sonia:
le sue intense parole, attinte da un vasto universo di sensibilità
e fantasia, confluiscono in perfetta armonia all’interno delle
composizioni originali di Amplifire.
Amplifire è un piccolo ensemble di persone, la cui somma costituisce
un “cantautore italiano”, personaggio apprezzato dai più,
benchè noi non indossiamo il cappellino del bracciante da latifondo,
oggi tanto in voga :-)